“Libera Me”, menzione speciale per due alunne dell’I.C. 2 Ceccano

Venerdì 23 gennaio 2026, presso la Biblioteca di Ceccano, si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso di poesia 'Libera Me'.

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Venerdì 23 gennaio 2026, presso la Biblioteca di Ceccano, si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso di poesia ‘Libera Me’, organizzato dall’Amministrazione Comunale e dedicato al ruolo della donna e ai risvolti emotivi che caratterizzano la violenza di genere.
Pur non potendo partecipare al concorso data la loro età, due alunne dell’Istituto Comprensivo 2 Ceccano, Siria Melissa Maliziola e Paola Spagnoli della classe III D della Scuola Secondaria di I Grado,  hanno inviato i loro componimenti.
Sono state invitate a leggere le loro poesie durante la cerimonia, ricevendo un attestato di partecipazione e l’apprezzamento della Giuria che si è complimentata per la loro sensibilità e bravura.
“Perché l’hai fatto?”
di Siria Melissa Maliziola, classe III D
“Perché l’hai fatto?”
chiedo davanti al televisore acceso,
dove scorrono le solite parole:
“uccisa”, “violenza”, “femminicidio”.
Avevi una madre, vero?
Una donna che ti ha tenuto in braccio,
che ti ha insegnato a camminare.
Avevi una sorella, forse,
che rideva con te, da bambino.
E allora… perché?
Non potevi chiedere aiuto?
Non potevi dire “Ho rabbia, ho paura,
non so amare senza ferire”?
Ti avrebbero ascoltato
Ti avrebbero aiutato
a non diventare questo.
Sono una ragazza, ho tredici anni.
Non conosco il dolore di chi muore,
ma sento quello di chi resta.
E mi chiedo se basti piangere,
se basti dire “mai più”.
I padri devono insegnare,
non con le parole
ma con i gesti di ogni giorno.
Devono mostrare ai figli
che una donna si rispetta,
che l’amore non è possesso,
che la forza non è violenza.
Se il tuo cuore avesse parlato prima delle mani
oggi non ci sarebbe sangue.
E tu, uomo
non saresti diventato
il buio che ha spento una luce.
E ora, cosa resta?
Una stanza vuota, una voce che non parlerà più,
un nome che diventa un numero
in un notiziario qualunque.
Resta il silenzio,
e la domanda che nessuno
ha il coraggio di fare:
“Perché l’hai fatto?”
Lacrima
di Paola Spagnoli, classe III D
Scende una lacrima sul mio viso
Guardo lui ed è illeso
D’indifferenza e rabbia è intriso
Nuda nel letto ai lividi penso
Lui si alza veloce dal letto
Vestendosi in fretta e furia
Chiudendo casa di netto
Non facendomi andar via
Il silenzio lacera, più di una lama
Quando torna con una bottiglia in mano
Ricomincia lo spettacolo
Nuove ferite appaiono
Dentro quattro mura non c’è vicolo
Dopo altro tempo ancora così
Una sera sempre la stessa storia
Ma di blu e rosso l’aria s’illumina
E con le mani giunte, una sirena lontano lo porta
Sono passati anni
Mai più paura ho avuto
Niente ferite mi ha procurato
Un bel mondo c’è fuori da quattro mura

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